venerdì 27 marzo 2009

IL Musicista


Il musicista sa che il silenzio è solo una forma di musica più timida delle altre, e lo lusinga fino a convincerlo a rivelarsi. Non ha rispetto del tempo, e lo costringe a violare la sua secolare pigrizia modificandone a suo piacere la velocità. Conosce la combinazione segreta dei sentimenti, che apre e richiude a suo piacimento solo con il movimento delle dita. Si intrufola con la bravura di un ladro professionista tra gli spifferi del pensiero, e attraverso questi ci conduce per mano in un mondo liquido e luminoso, dove possiamo finalmente galleggiare liberi e brillanti. La sua voce è un pennello che colora i nostri ricordi più belli, trasformando un giorno di pioggia in uno di sole brillante. Adora nascondersi in piena luce, e si diverte ad invitare a ballare le nostre peggiori preoccupazioni, neutralizzandole così il più a lungo possibile.
Tremendamente geloso del successo della sua musica, sa che non gli sopravviverà, ma è comunque felice della sua ricompensa e non fa nulla per evitare il suo destino, che lo porterà a suonare nella grande orchestra che regola il ritmo dell'universo.

mercoledì 11 marzo 2009


Salviamo l'Escherichia Coli

Un'altra puntata delle nostre affascinanti interviste per la rubrica Chiacchiere fra amiche; questa volta abbiamo incontrato per voi la contessa Lavinia De Gubernantiis Mannucci, paladina della vita e dei diritti di tutti gli esseri viventi. La siamo andate a trovare nella splendida cornice di Villa Mannucci, antica residenza di caccia della sua gloriosa famiglia ( anche se la contessa ci ha assicurato che gli animali impagliati all'interno della casa sono tutti rigorosamente morti di vecchiaia).È dunque nell'incantevole mansarda leopardata ecosolidale della villa che comincia la nostra chiacchierata.

Allora, Contessa, come è nato questo suo grande amore per gli animali?
Tutto è cominciato quando mio nonno mi portava a caccia, da bambina, proprio intorno a queste colline ( indica con il braccio verso l'esterno). È stato in quei giorni che ho imparato ad amare la natura e tutte le sue incredibili creature.
Non dev'essere stato difficile, considerando la bellezza di questi luoghi. E quand'è che ha trasformato il suo amore in impegno attivo?
Intorno ai vent'anni. Ero con un alcuni amiche in vacanza in Kenya, e una di noi aveva con sé il suo incantevole coniglietto bianco. Un giorno usciamo per fare una gita al di fuori del villaggio turistico, ed il povero animaletto scompare per un attimo dalla nostra vista, giusto il tempo di venire letteralmente fatto a pezzi da alcuni lugubri individui del luogo, così da quel giorno ho capito che avrei dovuto fare di più per proteggere gli animali dalla crudeltà umana.
E da questo punto di vista lei non ha niente da invidiare a nessuno: le sue battaglie contro l'ignobile trattamento riservato ai polli nelle aziende agricole sono passate alla storia, e sono ricche di successi, come quando è riuscita ad evitare il sacrificio di migliaia di poveri animali destinati alle popolazioni del terzo mondo.
Grazie.
Ci racconti però come è nata questa sua ultima campagna, Salviamo l'Escherichia coli.
È molto semplice. La superbia degli scienziati ormai non conosce limiti, e tutti siamo a conoscenza di problemi come la morte degli embrioni per la ricerca sulle staminali, anche se sono in pochi a conoscere il dramma dell'Escherichia Coli.
Ci spieghi bene il problema, molte delle nostre lettrici probabilmente non avranno mai sentito questa parola, o forse l'avranno scambiata per un nuovo tipo di crema per la pelle
(sorride) L'escherichia Coli è un piccolo batterio che vive nell'intestino degli esseri viventi, anche in quello degli esseri umani. Nonostante sia così piccolo da non essere visibile ad occhi nudo, è anche lui una creatura di Dio, ed ha diritto a vivere pienamente la sua vita da batterio. Purtroppo, i laboratori di tutto il mondo sono pieni di migliaia di esemplari di Escherichia in cattività, che vengono usati per la ricerca e uccisi senza nessuna pietà. Basta sfogliare un qualsiasi libro di biologia per rendersi conto delle proporzioni di questo sconosciuto dramma moderno.
Terribile. E nessuno dice niente?
Nulla. Ho provato a parlarne con un ricercatore una volta, e lui mi ha guardato come una pazza e poi mi ha detto, Lei si sente in colpa quando si lava i denti? È incredibile la loro completa mancanza di umanità. Sembra quasi che abbiano preferito la matematica alla loro sensibilità, trasformandosi in automi.
Se non altro speriamo che questa intervista possa essere utile per sensibilizzare l'opinione pubblica su questo argomento.
Senz'altro. E mi lasci dire che nonostante la lotta sia impari noi non ci arrendiamo, e anzi presto organizzeremo una serata benefica per impedire la sperimentazione su questo simpatico ed innocente inquilino del nostro stomaco. Se vuole venire con il suo giornale, posso farla accreditare come invitata. Sa, è una festa riservata..
Grazie, verremmo senz'altro. Come al solito è stata gentilissima.
Grazie a voi.
E buona fortuna con la sua battaglia.

Mi allontano dalla Villa che è quasi ora di pranzo, e quando sento il mio pancino brontolare penso che quei poveri batteri siano simpatici anche se forse un po' troppo maleducati.

di Falsa Senza Dubbio

mercoledì 18 febbraio 2009

Il Barbone Ignifugo


Era sempre stato il migliore. Aveva la casa piena di trofei, ed era arrivato al considerevole record di 135 barboni bruciati in un solo anno. Tra copertine e interviste in tv era diventato una vera e propria star, ed aveva perfino dovuto contattare più di un agente per gestire le sue serate. Spesso dava un saggio delle sue incredibili abilità in pubblico, dando alla fiamme qualche povero cristo davanti ad una folla entusiasta. La sua miscela di benzina e gasolio era affidabile al 100 per cento, e non aveva mai fallito un solo colpo: una volta era addirittura riuscito a bruciare un senzatetto a Capo Nord d'inverno, con la neve che scendeva copiosa ma incapace di fermare quel diabolico falò. Tutto sembrava perfetto, fino al giorno in cui non gli proposero di sfidare il barbone ignifugo, vero e proprio incubo di tutti quelli della sua categoria. Nessuno infatti era mai riuscito ad accendere un fuoco su quello strano uomo, e bruciarlo costituiva il traguardo di un carriera che da eccezionale sarebbe diventata mitica. Preparò l'evento nei minimi particolari, con una diretta tv senza precedenti: 5 telecamere avrebbero coperto la piccola porzione del parco pubblico in cui il barbone ignifugo era solito trascorrere le proprie notti, e anche il più piccolo dettaglio sarebbe stato svelato all'esigente pubblico da casa. Era addirittura prevista una moviola per catturare l'attimo in cui il barbone avrebbe brillato di luce propria. Il nostro eroe preparò una dose considerevole di miscela, sicuro di farcela senza troppi problemi: la notte primaverile era una preziosa alleata, e soprattutto era convinto che non poteva esistere nessun barbone ignifugo. Sarà solo una trovata pubblicitaria, si era più volte ripetuto, consapevole dei propri mezzi. Arrivò sul luogo in perfetto orario, sfoderando il suo celebre sorriso smagliante.
- Sei caldo?- gli chiese la biondissima presentatrice de Il Grande falò.
-Sono Bollente- rispose lui, ammiccando e mostrando il suo necessaire.
La sua vittima dormiva beata, e non sembrava accorgersi di nulla. Lui si avvicinò lentamente, e cominciò ad inondare il barbone con la sua miscela. Dopo aver accuratamente versato il liquido su ogni parte del corpo, prese un cerino e lo lasciò cadere sul barbone. La fiamma volò lentamente sul corpo addormentato, e si spense al contatto con il cappotto sgualcito. Il barbone aprì gli occhi, e vide quello che stava avvenendo.
Sottovoce si rivolse al suo avversario- Tu non potrai mai bruciarmi. Sono sulla strada da troppo tempo, ed il mio cuore è ormai diventato di ghiaccio- Il nostro piromane rimase interdetto, ed il sorriso gli sparì dal volto, ma solo per un attimo. -Vedremo- disse con aria di sfida.
Guardò la telecamera, e mostrò la fiamma ossidrica: con questa non avrebbe potuto fallire.
Una volta sopra il suo bersaglio cominciò a sparare il suo fiume di fuoco, ma questo incredibilmente si rifiutava di scorrere sul corpo del barbone. Visibilmente infastidito, il nostro eroe continuò nel suo operato fino a quando, disperato, non gettò la bombola verso una telecamera, centrandola in pieno.
-Cos'è, uno scherzo?- chiese rivolto verso lo staff della trasmissione, dove cominciavano già i primi mugugni. Dopo un attimo di iniziale imbarazzo, la bionda presentatrice prese di nuovo la parola
- Sfortunatamente, ci siamo sbagliati. Davanti a noi non c'è un campione, ma solo un buon giocatore. E adesso passiamo la linea al nostro nuovo gioco, la pena di morte!-
- Ma come un buon giocatore? Io sono il più forte di tutti!- disse, mentre tutti gli voltavano le spalle. I suoi agenti si allontanarono alla chetichella senza neanche salutarlo. Rimasero solo i tecnici tv, impegnati a smontare tutte le attrezzature. In quel silenzio che sapeva di gelo, l'ex stella si sedette fianco a fianco con l'uomo che l'aveva appena ridicolizzato.
- Maledetto..-gli disse- Mi hai rovinato! E adesso come faccio?-
Il barbone lo guardò fisso negli occhi
- Se vuoi qui c'è spazio per due - disse, indicando il parco vuoto.
Il nostro eroe improvvisamente scoppiò a piangere, colpito da quell'atto di inaspettata solidarietà da parte dell'uomo che aveva appena cercato di bruciare.
D'istinto, senza rifletterci troppo su, lo abbracciò.
Quei pochi tecnici presenti sul luogo giurarono che il barbone cominciò a perdere acqua come se si stesse squagliando.
Il suo cuore non era più di ghiaccio, riscaldato da una miccia più potente della fiamma ossidrica.
Un semplice abbraccio.

martedì 3 febbraio 2009

L'amore ai tempi di internet ( e grazie a Luisa per l'illustrazione!)

Lei colleziona aggettivi: è bella,brava, seducente, elegante e addirittura un po' simpatica.
Lui ama la sintassi semplice e le frasi brevi, che in fondo con un soggetto un verbo ed un complemento oggetto si può descrivere l'intero universo.
Lei si veste di pronomi, tu, io, lui, lei, loro, e soprattutto il temibile noi, capace di scatenare una tempesta di avverbi di tempo che tra sempre,ancora, adesso e poi, sembra non finire mai.
Lui si nasconde tra le parole non dette, e naufraga in un mare di ellissi.
Lei flirta con il periodo ipotetico e si dedica ad un condizionale che è più reale di quello che sembra.
Lui usa i punti interrogativi quando vuole essere galante, e quelli esclamativi quando sente il richiamo del testosterone.
Lei usa la punteggiatura come cosmetico, ed eccede in punti e virgole per mettere in risalto il suo sorriso.
Insieme si nascondono dietro alle parole, lasciandosi andare ad un amore fantastico e virtuale.
Si incontreranno in una sera buia, e sconvolti dalla volgarità banale della realtà rimarranno a lungo in un silenzio imbarazzato, prima di affidarsi ancora una volta alle parole, instancabili messaggere d'amore.

martedì 6 gennaio 2009

Risparmia le parole


Le parole costano. Fatica, tempo, memoria, e a volte anche qualche litigata che non avremmo voluto cominciare. E spesso vengono sprecate, tradite, deluse, scambiate per altre oppure dimenticate, lasciate a morire di noia in un angolo buio della nostra mente.
Facciamo tutti attenzione ai nostri soldi, ma delle parole non importa mai niente a nessuno: avete mai sentito qualcuno lamentarsi perché non gli bastano più gli avverbi, o non ha sostantivi da spendere  in questo mese?
Eppure senza di loro, il nostro mondo sarebbe grigio ed inodore, un vuoto ammasso di materia capace solo di muoversi nel silenzio del nulla. 
Ogni cosa dipende dalle parole: esse costituiscono l'impalcatura dei nostri sogni, il segreto di una canzone meravigliosa, l'audio di quei  ricordi speciali che ancora ci fanno ancora sorridere.
Perfino gli oggetti non sarebbero utilizzabili senza le parole, che se ho bisogno di qualcosa la devo prima chiamare, o no?
è buffo come tutto dipenda da minuscoli ed ineffabili suoni, leggeri come l'aria e pesanti come il ferro:  sono la chiave del mondo, eppure non sono niente.
Da oggi in poi, trattatele con più rispetto: abbiatene cura, fategli qualche carezza, cercate una rima aggraziata per ringraziarle della loro assoluta disponibilità.
E soprattutto, evitate di svenderle: nonostante di questi tempi l'intelligenza sai troppo spesso in saldo, cercate di essere più parsimoniosi.
Sembra facile, direbbe qualcuno, è una parola, direbbe qualcun'altro.
Esatto.  Sempre una parola, mai due, e a fine mese potrete controllare quanto avete risparmiato.
E se con quello che siete riusciti a mettere da parte vi viene voglia di scrivere una poesia, allora vedrete che ne è valsa la pena.



 




mercoledì 24 dicembre 2008

La festa del capo


Domani è la festa del capo.
Cercate di fare bella figura, e se lui vuole raccontarvi per l'ennesima volta di quella notte al freddo a Betlemme, fingetevi comunque interessati: potrebbe tornarvi utile in futuro!

martedì 16 dicembre 2008

Quando il paradosso ti frana addosso


Un paradosso è una risata di Dio, una piccola piega della realtà in cui nascondere tutto quello che non si combina bene con il resto.
Lo padroneggiano con stile le parole, che bonariamente ci lasciano giocare con loro, ben sapendo che alla fine vinceranno sempre, perché sono di più di noi.
Lo ignora totalmente il giovane tronista, che guarda il mondo dall'alto del suo scranno dorato, e non è consapevole della sciagura che gli sta per capitare.
Improvvisamente,come avvengono tutte le cose, un piccolo ed insignificante pensiero si fa largo nella distesa arida della sua mente, sconvolgendo la sua tranquilla esistenza televisiva.
Un rivolo di sudore freddo gli attraversa la fronte, e per un attimo si chiede se quella strana sensazione non sia dovuta ad un momentaneo mal di pancia; sfortunatamente per lui, il suo intestino non ha alcuna responsabilità in quello che sta accadendo.
Spaventato come non mai, cerca conforto nella scollatura della donna che gli è di fronte, e la cosa sembra avere successo, almeno fino al momento in cui lei non decide di aprire bocca.
- Allora, che hai deciso? Guarda che io non sto mica qui a scaldare la sedia..O mi scegli o me ne vado, hai capito?- 
Lui cercò di resistere, ma il pensiero è una complicata unione di chimica e magia, e se non si è abituati è difficile da padroneggiare.
- Sai, è che nella mia personale fenomenologia della femminilità non c'è comunicazione ermeneutica tra noi due- disse a bassa voce, quasi vergognandosene.
Un silenzio glaciale accolse la sua battuta. Alcuni ospiti dello studio si guardavano tra loro stupefatti, domandosi quale fosse il significato di quelle oscure parole.
La donna di fronte a lui ruppe il silenzio alzandosi in piedi e cominciando ad urlare
- Aoh, ermeneutica a chi?  Fenomenologia diglielo a tua sorella- eruttò minacciosa, seguita dagli applausi della folla, che finalmente aveva capito che quelle complicate parole altro non erano che degli insulti insolitamente creativi.
Mentre imperversava la tipica litigata quotidiana, lui capì che i suoi giorni su quel trono erano finiti:un tronista che pensa è un paradosso troppo forte per la televisione d'oggi.
Quando piove però, è sempre sul bagnato, e a peggiorare la sua situazione ci pensò un irresistibile impulso di entrare in libreria. 
Lui si portò le mani al volto e pianse per il triste futuro che lo stava aspettando.
Lassù qualcuno rise di nuovo.