lunedì 15 febbraio 2010

Il correttore di bozze


Il correttore di bozze stava inseguendo un'a senz'acca, quando il suo sguardo fu catturato dal mondo fuori dalla finestra.

Se ne innamorò subito, senza averlo mai veramente conosciuto.

Aveva letto dell'estate, della musica e delle emozioni, e giovane ed ingenuo, aveva ceduto al suo fascino immaginario. 

Certo, conosceva anche i suoi difetti, ma come in tutte le storie destinate a finire male era certo che sarebbe riuscito a cambiarlo.

Credeva di poter colorare gli incubi, accarezzare il fuoco ed ingannare la morte.

Si lasciarono in un inverno freddo, che il correttore di bozze non era riuscito a riscaldare.

Rassegnato, tornò alle sue amate parole, che più docili dei fatti, si limitano a restare dalla parte giusta della finestra: quella che si può correggere.


lunedì 4 gennaio 2010

L'essenza dell'assenza


Lo zero adora nascondersi in piena luce, ed  è davanti a noi ogni volta che non sappiamo dove guardare. Quando cerchiamo di prenderlo, ci restano in mano solo un mucchio di sogni, illusioni e certezze ormai scadute. Re delle contraddizioni, è sempre qualcosa che non è.  Accurato collezionista di esordi, non discrimina tra chi debutta per davvero o chi ha bisogno di farlo nuovamente. Timido osservatore di eventi, ha delle rotondità che lo fanno sembrare simpatico, anche se non gli permettono di fare colpo sugli altri numeri. Da sempre considerato di poco conto,  è sinonimo di negatività, anche se lui non capisce perché. Ha una sola amica, la possibilità, e ne conosce tutti i segreti. C'è chi giura di averli visti danzare insieme una volta, appena prima dell'origine del mondo.


lunedì 21 dicembre 2009

Il collezionista di possibilità


Il collezionista di possibilità ha una scatola piena di se e di può darsi, e quando è triste ci si tuffa dentro.

Vive in una casa in cima ai suoi pensieri, e non si paga l'affitto.

Si declina al futuro, ma la sua  è una condizione troppo condizionata dai condizionali per fare progetti a lunga scadenza..

Appassionato di scuse e destini avversi, costruisce muri altissimi per sbatterci contro.

Fiero anticipatore di nostalgie,  spesso si porta avanti sul lavoro, rimpiangendo quello che  ancora devo succedere.

Prigioniero della sua libertà,  si diverte a giocare con il suo passato, truccandolo con i ricordi che preferisce.

Assuefatto consumatore di sogni,  è un professionista di insuccessi nella scalata alla realtà.

Perdente ma con stile, sa che in fondo la sua più che una condanna è un privilegio. 

Nessuno, infatti, può godere del suo stesso panorama: un'immensa distesa verde piena di futuri ancora liberi e brillanti, tutti da collezionare.


domenica 28 giugno 2009

Oltre la meta


Lei dipinge il silenzio colorandolo con tutti i rumori più brillanti che conosce. Adora fare figure retoriche, e preferisce il contrasto all'assenza. Sa essere grande anche quando è piccolissima, ed alla quantità antepone sempre la qualità. Geniale stilista di parole, si diverte ad ingannare i pensieri più banali, travestendoli da verità importanti. Artista dell'incomprensione, ama sedurre ed abbandonare il significato, costringendolo ad inventare la scusa della poesia per non impazzire.
Ha una terribile paura degli spazi chiusi, e per questo ha sviluppato un enorme talento nell'evasione che la porta a diventare incredibilmente scivolosa ogni qual volta cercano di trovare un modo per comprenderla definitivamente.
Sa di essere speciale, ed è come una bellissima donna dai mille volti ma dall'unico grande fascino. Ha il cuore di panna e dinamite, ed è solita viaggiare fino al confine ultimo delle cose, dove si è fatta costruire una casa appena dopo il limite della razionalità, oltre l'ultima meta sensata, come le impone la sua natura di farfalla del linguaggio, di unica, splendida ed ineffabile Metafora.

giovedì 14 maggio 2009

Sperduto nello specchio


Il politico si alzò dal letto senza svegliare la giovane che dormiva al suo fianco. Attraversò l'elegante stanza d'albergo e si diresse verso il grande specchio del bagno, pronto a ripetere mentalmente il discorso con il quale avrebbe aizzato la folla contro il suo nemico di turno.
Non chiederti cosa tu possa fare per il popolo, ma cosa il popolo possa fare per te, pensò, lasciandosi scappare un sorriso beffardo. Erano anni che ingannava tutto e tutti, e le cose non gli erano mai andate così bene. Certo, aveva dovuto mettere a tacere tante coscienze, ma non c'è niente che soldi, potere e donne non possano corrompere.
Aprì la porta, e rimase di sasso di fronte a quello che vide nello specchio.
Chiuse gli occhi, e subito dopo li riaprì, come per svegliarsi da un brutto sogno, anche se risultò del tutto inutile: l'immagine che vide riflessa era sì cambiata, ma manteneva lo stesso difetto di quella precedente, visto che non era la sua.
Si sedette sul bordo della vasca, e cominciò a ridere. Ma si, mi avranno fatto uno scherzo, qualche cretino del mio staff deve aver deciso di voler perdere il suo lavoro, e non mi resta che accontentarlo.
Tornò al letto, e svegliò la ragazza che aveva trascorso la notte con lui. Lei lo guardò ancora insonnolita, e poi si rimise a dormire.
-Devi venire un momento di là in bagno- le disse lui, costringendola ad alzarsi.
- Ma non ti basta mai?- rispose lei, seguendolo di malavoglia.
- Chi vedi nello specchio?-
- Vuoi farlo guardandoci allo specchio?-
-Ti ho fatto una domanda precisa. Cosa vedi?-
- Noi due..- fece, intimorita da quel tono.
- Chi ti ha pagata?- continuò lui, che proprio non riusciva a riconoscere più la propria immagine.
- Non capisco- riuscì a sussurrare lei, prima di essere colpita da uno schiaffo.
-La pagherete cara. Ora vattene-
- Ma-
-Fuori di qui- le urlò, trattenendosi dal colpirla ancora.
Sfortunatamente per lui, né la giovane né qualcuno del suo staff avevano organizzato uno scherzo.
Se ne accorse a poco a poco, quando gli capitava di guardare qualche sua foto, oppure una registrazione di una trasmissione televisiva.
All'inizio provò a gestire la cosa, ma si può fare a meno di tutti, tranne che di sé stessi: era come se la sua capacità di mentire era diventata talmente potente da sfuggire al suo controllo, e poiché si era stufata di ingannare gli altri, ora cominciava a farlo con lui.
Il suo declino fu rapido, e piuttosto che arrendersi alla sconfitta, preferì uscire di scena.
Lo ritrovano in bagno, con le mani sporche di sangue, come se prima di lasciarsi andare avesse preso a pugni lo specchio.
Sul muro c'era una scritta rossa Quell'immagine non è la mia.

venerdì 17 aprile 2009

I giovani di una volta


Marco non si sentiva bene da un po'. Erano già due giorni che pensava di poter cambiare il mondo, ed aveva addirittura avuto la netta percezione di provare un eccesso di entusiasmo per le cose che lo circondavano.
Preoccupato da tutta quella ingiustificata voglia di fare, cercò di recarsi il prima possibile dal suo medico di fiducia.
Dopo avergli elencato tutti i suoi sintomi, il dottore lo guardò con aria severa
- Ultimamente hai avuto la sensazione che i tuoi sogni potranno un giorno realizzarsi?-
- Si- rispose il povero Marco sempre più preoccupato.
- E credi che i tuoi errori sono comunque occasioni per imparare?-
Con un timido cenno del capo Marco rispose positivamente, anche se avrebbe voluto fare il contrario.
- Credo proprio si tratti di un violento attacco di gioventù-
- è pericoloso?-
- Dipende..Quanti anni hai?-
-25- sussurrò terrorizzato.-
- Bè, allora dobbiamo agire con rapidità. Dovrai sottoporti ad una rigida cura a base di vecchiaia: devi cominciare a lamentarti di tutto e tutti, e trovare che non ci siano più le belle cose di una volta.-
- Tutto qui?- domandò sollevato Marco.
-No, questo è solo l'inizio. Ricordati di santificare il palinsesto televisivo, e cerca soprattutto di non perderti una puntata di Amici o qualche altro programma del genere-
- Ma non sono cose per giovani?- chiese Marco, abbassando la voce nel momento in cui pronunciò l'ultima parola, che ancora lo spaventava un po'.
- Certo, ma sono un ottimo modo per rendere la gioventù innocua, per trasformare l'infezione portata dalla novità in una sana banalità. Quando non avrai più nessuna idea veramente originale, allora sarai diventato un perfetto giovane di una volta, e quindi sarai guarito.-
- Ma scusi, per guarire dalla gioventù devo diventare un giovane di un volta?- chiese Marco un pò confuso.
- Certo, e lo sai perché?-
- No-
- Perchè i giovani di una volta sono i vecchi di oggi-
Marco rimase a bocca aperta, e cominciando a pensare che forse le cose erano più gravi del previsto.
- Oh, non ti preoccupare. Credo che comunque dovrò prescriverti anche una bella dose di moralismo, che non guasta mai. Vedrai che tra tre settimane sarai già perfettamente invecchiato.- disse il dottore consegnandogli la ricetta.
Marco la prese, e per la felicità si portò la mano dietro la schiena, sperando in un lieve attacco di sciatica.

venerdì 27 marzo 2009

IL Musicista


Il musicista sa che il silenzio è solo una forma di musica più timida delle altre, e lo lusinga fino a convincerlo a rivelarsi. Non ha rispetto del tempo, e lo costringe a violare la sua secolare pigrizia modificandone a suo piacere la velocità. Conosce la combinazione segreta dei sentimenti, che apre e richiude a suo piacimento solo con il movimento delle dita. Si intrufola con la bravura di un ladro professionista tra gli spifferi del pensiero, e attraverso questi ci conduce per mano in un mondo liquido e luminoso, dove possiamo finalmente galleggiare liberi e brillanti. La sua voce è un pennello che colora i nostri ricordi più belli, trasformando un giorno di pioggia in uno di sole brillante. Adora nascondersi in piena luce, e si diverte ad invitare a ballare le nostre peggiori preoccupazioni, neutralizzandole così il più a lungo possibile.
Tremendamente geloso del successo della sua musica, sa che non gli sopravviverà, ma è comunque felice della sua ricompensa e non fa nulla per evitare il suo destino, che lo porterà a suonare nella grande orchestra che regola il ritmo dell'universo.