giovedì 6 dicembre 2012
L'archeologia dell'amore.
lunedì 22 ottobre 2012
Il giorno sbagliato.
mercoledì 17 ottobre 2012
Meno di zero
Come tutte le cose che non esistono, ci definiamo per contrasto: non abbiamo fatto il sessantotto, non ci siamo goduti la ricchezza degli anni ottanta, non siamo nemmeno stati berlusconiani, che nel '94 eravamo bambini e quando votavamo erano sempre gli altri a fare certe scelte.
Siamo i campioni delle social revolution: post di facebook unitevi, e rimanete immobili davanti al computer.
Esperti ripulitori di coscienze, siamo bravi solo nel trovare scuse alla nostra inettitudine.
Crediamo tutti d'essere artisti, ma il nostro unico vero talento è quello di sfuggire alla realtà.
La verità è che ci siamo declinati sotto il segno della sottrazione: il nostro valore di riferimento è meno di zero, e non perché abbiamo surgelato i nostri sogni.
Nella matematica infatti, lo zero va distinto da "assenza di valore" poiché si tratta di due concetti diversi: ad esempio se la temperatura è zero, l'acqua ghiaccia, se manca il dato della temperatura, si verifica assenza del valore, per cui nulla si può dire.
Come per noi, che non siamo niente.
mercoledì 11 gennaio 2012
Un sorriso

Un sorriso è il solvente perfetto per tutti i tipi di preoccupazioni. E' il crick delle labbra e lo usiamo ogni volta che abbiamo un incidente con la felicità. Le sue sorgenti si trovano nelle profondità della nostra mente e quando ci scorre sul viso è fresco come un torrente di montagna. E' nella liquidità che si nasconde il segreto della sua essenza. Ci disseta e ci nutre come e più dell'acqua, ma quando cerchiamo di comprenderlo a pieno ci scivola sempre tra le mani.
Un mistero bellissimo, che a pensarci bene fa davvero sorridere. E non è questo tutto quello che ci serve?
mercoledì 30 novembre 2011
La confessione di un piccolo incubo

Io vivo nelle pieghe della notte. Sono scuro, ma non ho il cuore nero. Il buio è solo un buon posto dove nascondersi, ma non dove mettere radici. Sono un venditore di paure a domicilio, e busso a tutti i sogni nel tentativo che qualcuno mi apra. Il mio però è un campionario semplice, fatto di spaventi effimeri, solubili con il primo sole del mattino. Muoio un po' ogni giorno, ogni volta che una luce si accende in uno scantinato o che un bambino non ha più paura di quello che non conosce.
Per questo vi chiedo di non preoccuparvi di me. Uccidendomi, lascerete il campo libero ai sogni, che vi inganneranno mostrandovi quello che non esiste. Lasciandomi in vita, io continuerò imperterrito a disturbare il regno di Morfeo, permettendovi così di apprezzare al meglio l'unica cosa che conta davvero: la realtà. Sono scuro, ma non ho il cuore nero. Trafiggendolo otterrete solo qualcosa di peggio, di più colorato o spaventoso. Io vi aspetto dietro la porta, sperando di rubarvi un piccolo e insignificante spavento da dimenticare un attimo dopo.
Dedicato ad Harpun, che con il suo arpione ha finito per colpire anche me.
Se ne volete sapere di più, questo è il posto giusto per farlo
( http://www.harpun-comic.blogspot.com/ )
mercoledì 15 giugno 2011
Eclissi di Luna

Luna era una sognatrice, perdutamente innamorata del suo capo. Il suo universo girava tutto intorno a lui che era bello, grande e splendente, mentre lei era piccola e tonda. Non aveva nessuna speranza, e così spesso si accontentava di brillare di luce riflessa. A volte l'illusione di quel calore la portava a riempirsi di colori, ma subito li perdeva a causa della sua eterna insicurezza. Quella sera però si era fatta coraggio, e uno spicchio alla volta aveva deciso che si sarebbe dichiarata. Aveva tutto il tramonto per farlo e non c'erano nubi all'orizzonte. Gli si avvicinò, restando a distanza di sicurezza per non bruciarsi e cominciò a parlare d'amore. Lui però era troppo preso a brillare di luce propria e neanche la ascoltò. Così Luna si nascose nell'unico posto in cui nessuno l'avrebbe potuta vedere ed in quel cono d'ombra divenne rossa per la vergogna. In quel momento si rese conto di aver appena fatto qualcosa che il sole non avrebbe mai potuto fare: arrossire in preda ad un momento di debolezza. Quella notte si sentì forte come non mai. In fondo, disse, di stelle ne è più l'universo, ma quanti satelliti timidi conoscete?
mercoledì 8 giugno 2011
Solo nel mondo delle favole

La principessa soffriva per la mancanza di corteggiatori di valore. La sua bellezza perfetta, quasi soprannaturale, attirava solo principi azzurri interessati unicamente a conficcare la loro spada nel cuore di un drago. Lei sospirava rassegnata, nella speranza che un giorno avrebbe trovato qualcuno capace di sostenere una conversazione senza nominare cavalli bianchi ed armi lucenti.
L'orco aveva rinunciato da tempo a coltivare il giardino dei suoi affetti. Agli occhi delle donne era come un buco nero e nessuna si era mai fermata ad ascoltare la musica del suo cuore. Negli anni aveva imparato a foderare il suo aspetto bitorzoluto con tutta la dignità che era riuscito a trovare e la pellicola funzionava abbastanza bene come isolante dei sentimenti.
La carrozza reale correva veloce nel bosco, preoccupata di fare tardi all'ennesimo ricevimento. Una ruota ribelle decise di perdersi tra gli alberi, rovesciando il punto di vista sul mondo della principessa. L'orco fu risvegliato dal rumore e si precipitò fuori di casa.
Poiché si trattava di un mondo magico, la carrozza aveva preso fuoco, con la principessa all'interno.
L'orco arrivò sulla scena dell'incidente, si allacciò forte alla sua dignità e si tuffò tra le fiamme. La principessa riuscì solo a vedere il profilo di un volto irregolare seminascosto dal fumo, prima di svenire ormai al sicuro nel bosco. Cercò il suo salvatore in tutti i modi possibili, ma tutti i principi che millantavano l'impresa avevano sempre dei lineamenti troppo perfetti.
Aveva ormai perso la speranza quando un giorno, durante una passeggiata nel bosco rivide quella strana faccia. L'orco si girò verso di lei, sorpreso di trovare nei suoi occhi una luce che non aveva mai visto prima. Per un attimo entrambi ebbero la tentazione di affogare in un abbraccio tutti i loro problemi, ma poi si ricordarono di appartenere a mondi troppo lontani e proseguirono ognuno sulla propria orbita. Due come noi, pensarono mentre si allontanavano, possono stare insieme solo nel mondo delle favole.
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