mercoledì 17 ottobre 2012

Meno di zero

Noi non siamo niente. Non ci meritiamo neanche l'amarezza degli sconfitti, perché non abbiamo mai lottato. Ci siamo lasciati affossare nel fango delle promesse, e siamo stati risucchiati dalla speranza di un futuro che non sarebbe mai diventato presente. Siamo una generazione senza senso, troppo vecchi per proseguire l'adolescenza e troppo giovani per considerarci falliti.
Come tutte le cose che non esistono, ci definiamo per contrasto: non abbiamo fatto il sessantotto, non ci siamo goduti la ricchezza degli anni ottanta, non siamo nemmeno stati berlusconiani, che nel '94 eravamo bambini e quando votavamo erano sempre gli altri a fare certe scelte.
Siamo i campioni delle social revolution: post di facebook unitevi, e rimanete immobili davanti al computer.
Esperti ripulitori di coscienze, siamo bravi solo nel trovare scuse alla nostra inettitudine.
Crediamo tutti d'essere artisti, ma il nostro unico vero talento è quello di sfuggire alla realtà.
La verità è che ci siamo declinati sotto il segno della sottrazione: il nostro valore di riferimento è meno di zero, e non perché abbiamo surgelato i nostri sogni.
Nella matematica infatti, lo zero va distinto da "assenza di valore" poiché si tratta di due concetti diversi: ad esempio se la temperatura è zero, l'acqua ghiaccia, se manca il dato della temperatura, si verifica assenza del valore, per cui nulla si può dire.
Come per noi, che non siamo niente.

1 commento:

Francesco Di Benedetto ha detto...

Volevo scrivere qualcosa in merito a questo post. Ma sarebbe stato un commento indiscreto oltre che, probabilmente, banalmente pleonastico.
Preferisco fermarmi qui, facendoti comunque un caro saluto...