mercoledì 11 luglio 2007

Giù le mani dai miei piselli Parte Seconda

Il peggio era passato. Strinse tra le dita alcuni piselli dal seme rugoso per rilassarsi. La sua coltura era pressochè salva.
" Sei sicuro che non ci vuoi fare la zuppa con quei fagioli verdi?" chiese Zdenek, che non capiva molto di botanica. Il suo compito era quello di pulire, poi che differenza ci fosse tra un glicine ed un geranio non lo riguardava di certo.
" Non sono fagioli" rispose Mendel con una calma che sapeva troppo di quiete prima della tempesta " sono piselli selvatici".
" Mi servono per alcuni esperimenti che sto facendo" continuò, cercando di spegnere la rabbia che cresceva in lui.
"Mmmm" lo guardò Zdenek " E come sono nella zuppa? Perchè i fagioli sono buoni della zuppa.."
" Ti ho già detto, che mi servono per alcuni esperimenti..."
" Ho capito"
" Hai capito?"
"" Si.." " Tu stai cercando di fare una zuppa con quei cosi.."
" Piselli" lo interruppe Mendel, al culmine dell'esasperazione.
" Ma non serve perdere tutto questo tempo.. C'è già la zuppa con i fagioli, che è molto buona"
" Si ma io non ci devo fare la zuppa Zdenek.. Ci devo fare degli esperimenti.."
" E allora perchè mi hai detto che ci dovevi fare la zuppa?"
" Ma io non te l'ho detto.."
" Certo..e allora perchè non li vuoi buttare?"
Mendel alzò la testa. Il sole splendeva alto nel cielo. Dio lo stava osservando, e non avrebbe apprezzato se avesse cercato di colpire Zdenek..
Si sedette su di una sedia di legno.
" Non vai a fare colazione Zdenek?"
" Vuoi offrimi la zuppa? Io quei cosi non li voglio.."
"No, voglio rimanere un momento solo nella serra a pregare"
" A pregare? Qui?"
" Si.. Posso?"
" In tal caso... Finisco dopo" disse poggiando la scopa al muro.
Un attimo dopo la sua scomparsa, Mendel giunse le mani, per ringraziare Dio.
"E ora, tocca a voi, piccoli miei" disse fra sè e sè.

"Allora, tu entri nella stanza con la tua vestaglietta trasparente,e li guardi con fare ammiccante. Poi reciti la tua battuta "E ora tocca a voi, piccoli miei".
" Come piccoli miei.. è più di venti centimetri." fece una voce la fondo della sala.
" Si Eric, ma ora interpreti il ruolo di uno dei sette nani"
" Veramente, neanche a me sembrano così piccoli"
" Ci mancava solo la principessa. Per una volta, puoi fare quello che ti dico senza lamentarti?"
" Ricordati che questo è il mio ultimo film del genere. Dopo, voglio solo ruoli impegnati"
" Perchè, questo non ti impegna abbastanza?" disse uno dei nani, allundendo alla sua terza gamba, che tesa verso di lei, formava un angolo retto con il suo ventre.
" Questo è solo uno dei tanti motivi per cui non mi vedrete più" rispose lei, con una voce fredda e distaccata che però sembrava non influenzare le velleità artistiche del suo collega.
" Va bene, ne abbiamo già parlato. Dopo, solo ruoli impegnati. Ora per favore, puoi ringraziare i sette nani per averti salvato dalla strega cattiva?"
" Si" disse lei a malincuore.
Prima di entrare sul set, si guardò allo specchio. Madre natura aveva fatto un'ottimo lavoro con il suo corpo, ed ora era tempo di sfruttarlo meglio.
"Sono la più bella del reame" pensò, prima di aprire la porta.

"E ora tocca a voi, piccoli miei". I sette nani, che poi tanto nani non erano, sorrisero.

3 commenti:

Cirincione ha detto...

So primo stavolta... muhahahahahahaha
divertentissimo questo racconto, mi ha fatto ridere molto, soprattutto, la prima parte della seconda parte

IL GABBRIO ha detto...

Spettacolare, bravo Giulio...la commedia degli equivoci della prima parte funziona benissimo...
Bel racconto!!!
Ciao!!!

Anonimo ha detto...

necessita di verificare:)